Sahasrāra Chakra
Il settimo chakra è situato simbolicamente alla sommità del capo, è associato alla coscienza pura, alla trascendenza e all’esperienza dell’unità tra l’individuo e l’Assoluto, e rappresenta il superamento di ogni dualità. In questo centro la coscienza individuale non è più percepita come separata, ma viene riconosciuta come espressione della stessa realtà universale.
Il termine sahasrāra deriva dalla parola sanscrita sahasra, che significa mille. Questo chakra è anche conosciuto come il loto dai mille petali, immagine che non va interpretata in senso strettamente numerico, ma come simbolo dell’infinita espansione della coscienza, che si apre oltre ogni confine individuale.
Questo chakra rappresenta la dimensione in cui si compie il percorso evolutivo della coscienza. È il punto di incontro tra la śakti, l’energia creatrice e dinamica risvegliata attraverso la pratica, e Śiva, principio immutabile della pura consapevolezza.
È chiamato anche brahma randhra, passaggio di Brahma, a rappresentare ancora una volta la connessione con il tutto e al tempo stesso il raggiungimento della liberazione. La moksa, la liberazione definitiva, si ottiene grazie alla pratica assidua: il praticante, in costante samadhi – identificazione del sé individuale con il sé universale – non rinasce più nel mondo, poiché non ne è più vincolato da nessun resto karmico. É un liberato in vita e vive quel tanto che basta per distruggere il karman accumulato nell’esistenza in corso. Egli rimarrà nell’eterna beatitudine e non si dissolverà neppure quando il mondo verrà riassorbito alla fine di un’epoca cosmica.
Questo chakra è di colore bianco splendente come la luna piena ed è ornato di luminosi filamenti purpurei, belli come il raggio del sole nascente. A mille petali, rivolti verso il basso, su cui sono iscritte anch’esse in bianco, tutte le 50 lettere dell’alfabeto sanscrito, ripetute 20 volte. La ghirlanda completa di lettere in sahasrāra significa che in questo chakra sono inglobate, potenziate, trascese tutte le funzioni attribuite agli altri chakra.
All’interno di questo chakra risplende il mandala della luna piena, senza la macchia della lepre e dentro il chandra mandala vi è il triangolo che costantemente rifulge come la folgore, nel cui interno splende il grande vuoto, śunya, che è la radice della liberazione, perché è brahmapada la sede di Brahman, l’assoluto. La vacuità è la Realtà ultima.
Al sahasrāra chakra è associato il silenzio. A ben vedere il percorso dei chakra è una riduzione al silenzio, un riassorbire parola, oggetto, pensiero nella pace profonda del vuoto.
«Colui che vede tutti gli esseri nel Sé e il Sé in tutti gli esseri, non prova più separazione.» — Isha Upanishad
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