Manipura chakra
È il terzo chakra ed è chiamato anche nabhi padma, il loto dell’ombelico, perché è situato in questa zona.
Significato di manipura
La parola sanscrita manipura è composta dal termine mani che significa gioiello, gemma; e dal termine pura che significa città, fortezza, dimora. Viene chiamato la città delle gemme, che delle pietre preziose ha la lucentezza e lo splendore. È considerato un centro radioso e potente, pieno di gioielli preziosi che rappresentano qualità interiori come la fiducia, la saggezza e la forza.
Possiamo immaginarlo come un piccolo sole, situato tra l’ombelico e il diaframma, che brilla per illuminare la tua forza interiore.
L’elemento collegato a manipura chakra è il fuoco. La connessione con questo elemento è sancita dal suo yantra: un triangolo rosso come il sole nascente, con il vortice verso il basso e tre svastiche sui lati. La svastica è una croce greca con i quattro bracci che terminano con segmenti ad angolo retto verso destra. È un antico simbolo solare che nella iconografia indiana è un segno di buon augurio e prosperità.
L’elemento fuoco è sia agni, il fuoco digestivo, metabolico che trasforma cibo ed esperienze, sia tejas, l’essenza sottile e luminosa di agni, che è l’energia luminosa trasformativa. Il primo è più legato alla fisiologia, al calore corporeo e alla capacità di assimilazione fisica; il secondo è fuoco della trasformazione che agisce su mente, percezioni e intelletto, favorendo una chiara visione e comprensione.
Manipura chakra è legato alla trasformazione, non solo del cibo in nutrimento, ma è il centro attraverso cui digeriamo il mondo, trasformando le esperienze di vita in nutrimento dell’anima.
Posizione e simbologia
Posizione: nabhi, l’ombelico
Mahabhuta (elemento) tejas o agni, fuoco
Colore: giallo, rappresenta energia, chiarezza e forza. È il colore della volontà, della fiducia in sé stessi e della capacità di prendere decisioni.
Yantra (forma geometrica): triangolo.
Bija mantra: RAM
Mudra: unire pollice e indice. Il pollice è il dito collegato all’elemento fuoco.
Karmaindriya (organi di azione): ano, cioè l’apparato escretore, connesso anche con mulādharā chakra, che provvede a convogliare verso il basso le scorie prodotte dal processo di trasformazione e assimilazione che il fuoco gastrico compie.
Jnānaindriya (organo di senso): cakṣu, occhio.
Tanmātra (energia sottile): rupa, forma e colore.
Animale: ariete, che è la cavalcatura del dio Agni.
Divinità: Agni, dio del fuoco e Rudra, un altro nome di Śiva. Lakini. Le tre divinità sono rappresentate nel gesto che dissipa la paura ed elargisce doni.
Vāyu (soffio): samana, accende il fuoco corporeo e dirige i processi di digestione e assimilazione.
Guna (qualità o forze fondamentali della natura): rajas. Rappresenta l’energia, la passione che attiva il cambiamento e permette l’azione.
La vita è come navigare su un mare sconfinato: a volte possiamo lasciarci trasportare dalle azioni, scelte (karma), altre volte scegliamo di alzare le vele e dirigerci verso il proprio obiettivo (dharma). Manipura è il timone che aiuta a scegliere quale strada percorrere. Se l’energia di questo chakra è in equilibrio ci sentiamo sicuri e capaci di affrontare le sfide della vita e di perseguire i nostri obiettivi con determinazione.
Siamo in grado di esprimere il proprio potere personale e comportarci in modo assertivo, cioè sapendo bilanciare i bisogni degli altri con i propri; riuscendo ad esprimere i propri sentimenti; sapendo scegliere come comportarsi in un determinato momento, contesto, difendendo i propri diritti; riuscendo ad esprimere un’opinione di disaccordo quando lo si ritiene opportuno, portando avanti le proprie idee e convinzioni, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri.
È qui che il passato e il futuro si incontrano, ed è qui che possiamo trovare il proprio equilibrio.
Attraverso la meditazione su questo chakra, possiamo accendere quella fiamma interiore che aiuta a superare insicurezze, paure e blocchi emotivi.
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