Pranoterapia, un messaggio di energia

Anāhata chakra

Il termine anāhata identifica il quarto dei sette chakra principali, situato nella regione del cuore. Funge da ponte tra i tre chakra inferiori, legati alla materia, e i tre superiori, legati alla spiritualità.

Significato di anāhata

La parola sanscrita anāhata deriva da an (non) e ahata (colpito/percosso), riferendosi al concetto di un suono prodotto senza che due oggetti si colpiscano, simboleggiando la vibrazione pura e infinita dell’energia spirituale. Può essere infatti tradotto anche come incontaminato. Evoca quel suono eterno: è qui che il praticante infatti può percepire il sabda-brahman, il Brahman sotto forma di suono primordiale, il palpito della vita.
È chiamato anche hrdaya chakra, il chakra del cuore, perché in quest’area è localizzato. Ricordiamo che il cuore batte senza cause esterne, non percosso.

Nel centro del chakra vi sono due mandala, la regione del vento, vāyu, e sopra quella del sole. La regione del vento ha inscritto uno yantra grigiofumo, costituito da due triangoli equilateri che si intersecano formando un esagramma. È lo yantra di Pavana, il purificatore, uno dei nomi di Vāyu, il Dio del vento. Pavana è rappresentato come una divinità con quattro braccia, sedute su un antilope maculata. L’arma che lo contraddistingue è il pungolo.
Sempre nel centro del chakra risplende il jivatman, l’anima incarnata, il sé individuale simboleggiato dall’hamsa, l’oca selvatica, che appare come una fiamma che brilla costante in un luogo senza vento. L’atma è così definita perché, come la fiamma non è disturbata dal vento, così l’atma in se stessa non subisce l’influenza dei movimenti del mondo. In anāhata istinti, pulsioni ed emozioni legati ai chakra sotto il diaframma sono stati integrati e il praticante, in stato di equanimità, non è turbato da nulla.

Sotto la parte centrale della anāhata si trova l’anandakanda, un fiore di loto rosso a otto petali che, a differenza degli altri, ha la corolla rivolta verso l’alto. Il praticante in meditazione può fare esperienza di un mare purissimo al centro del quale sorge l’isola di gemme, fiorita e profumata, su cui vetta l’albero kalpa, è il sūrataru, l’albero celeste che esaudisce tutti i desideri, ma procura al praticante ben maggiori benefici, dato che lo conduce alla liberazione definitiva.

Posizione e simbologia

Posizione: centro del petto.
Mahabhuta (elemento) vayu, aria. L’aria va in tutte le direzioni, non si può contenere, né delimitare, né prendere. È l’unica cosa infatti che condividiamo con gli altri, che ci lega agli altri e a tutti gli esseri viventi.  L’aria è il ponte che ci mette in relazione con ciò che è fuori di noi e ciò che è dentro di noi.
Colore: in alcuni testi tantrici grigio fumo. L’elemento aria, che circonda il chakra del cuore, non ha colore proprio, ma il colore blu dell’elemento spazio dall’alto e il giallo dell’elemento fuoco sottostante si riflettono su di esso, creando il colore verde. Questo è il motivo per cui popolarmente il colore del chakra del cuore è verde. Il verde è associato alla natura e alla tenerezza. Suggerisce anche stabilità e rappresenta la crescita e relazioni rinnovate e sane.
Yantra (forma geometrica): il loto con 12 petali racchiude un esagono, shatkona, formato da due triangoli intrecciati: quello rivolto verso l’alto rappresenta Shiva (energia maschile), quello verso il basso rappresenta Shakti (energia femminile). La loro unione simboleggia l’equilibrio e l’armonia nel cuore.
Bija mantra: YAM.
Mudra: unire pollice e indice, dando più importanza all’indice, che è il dito collegato all’elemento aria.
Karmaindriya (organi di azione): genitali.
Jnānaindriya (organo di senso): pelle.
Tanmātra (energia sottile): sparśa, tatto.
Animale: antilope, simbolo di agilità e innocenza.
Divinità: Pavana, il purificatore o Dio del vento. Īśa, altro aspetto di Śīva, dotato di tre occhi, con le mani atteggiate nel gesto che dissolve la paura nei tre mondi, terra – atmosfera – cielo, ed elargisce doni. Kākinī, dotata di tre occhi e quattro braccia, di cui due nel gesto che dissipa la paura e offre doni.
Vāyu (soffio): prana, responsabile del movimento verso l’interno e rappresenta il ricevere, l’accogliere, il portare dentro di sé, il permettere di fare parte di sé.
Guna (qualità o forze fondamentali della natura): rajas (energia, passione, movimento) influenza anāhata spingendolo all’azione, all’apertura verso l’esterno e all’espressione passionale dell’amore, sebbene il chakra tenda naturalmente verso l’equilibrio sattvico della compassione.

Anāhata chakra è collegato a sabda, la parola. Infatti, il praticante che medita su questo chakra diventa dominatore della parola, con grande capacità di persuasione. Diventa inoltre capace di creare e distruggere interi mondi, cosa che in senso metaforico è certamente vera per chi sa usare le parole per rappresentare idee e per raccontare.

Anāhata chakra rappresenta l’amore incondizionato, la compassione, il perdono e l’equilibrio emotivo. Quando l’energia di questo chakra è in equilibrio possiamo provare amore e rispetto incondizionati per gli altri; avere relazioni sane, profonde e significative senza attaccamenti o dipendenze; sperimentare la pace e la gioia dentro, indipendentemente dalle condizioni esterne.
Quando parliamo di cuore parliamo di amore. Anāhata chakra rappresenta quell’amore incondizionato che il cuore fisiologicamente insegna ad ogni battito. Riceve nutrimento, ossigeno e lo distribuisce incondizionatamente a tutte le cellule del corpo, nessuna esclusa. Non trattiene nulla per sé, riceve e lascia andare, battito dopo battito.

Una piccola curiosità

Le antiche tradizioni sapienziali hanno molto spesso delle visioni comuni dettate dalla saggezza insite nell’essere umano, che nell’antichità trovava un’espressione sincera.
In medicina tradizionale cinese, l’ideogramma che rappresenta il cuore è una ciotola aperta verso l’alto, in cui le cose entrano per poi uscirne, in cui tutto può trovare posto senza mai occuparlo stabilmente.  Il cuore è ciò che accoglie lo shen, il soffio stesso della vita, è armoniosamente lo distribuisce nell’essere umano. Il cuore rappresenta la capacità di agire senza intenzione, liberi da desideri, ansie e aspettative.  Il cuore diviene così il centro dell’animazione dell’individuo e la sua guida. Questo impulso vitale si diffonde per tutto l’organismo per portarvi pace, serenità e gioia.

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