I centri energetici
Nella maggior parte dei testi tradizionali vengono annoverati sei centri energetici, chiamati comunemente chakra, collocati lungo la colonna vertebrale e un settimo collocato alla sommità del capo. La posizione dei chakra è da intendersi come centro sottile di quella regione del corpo grossolano.
La parola chakra in sanscrito a molteplici significati: ruota, cerchio, disco. Traducendo chakra come cerchio, ruota sottolineiamo le principali funzioni del simbolo, cioè circoscrivere, concentrare e irraggiare il prana, l’energia sottile che pervade e anima l’essere umano, per distribuirlo nel segmento del corpo in cui quel determinato chakra è dislocato. Funzionano come vortici, conduttori, trasformatori attivando pienamente le potenzialità psicofisiche latenti nell’individuo.
Vengono definiti anche padma, loto, e sono rappresentati come boccioli con la corolla reclinata verso il basso. Il loto è un simbolo con una grande potenza evocativa alludendo al cammino di realizzazione spirituale dell’essere umano. Affonda le radici nel fango dello stagno metafora del coinvolgimento mondano e delle passioni. Distende le foglie sul pelo dell’acqua, allusione alla ricerca d’affrancamento dalla materia. Schiude la corolla verso il cielo seguendo il corso del sole, poiché sboccia e si chiude con l’alba e il tramonto, rispondendo al richiamo della luce. Nella sua ascesa passa da un elemento cosmico all’altro – terra, acqua, fuoco, aria e spazio etereo – allo stesso modo la crescita individuale parte dagli strati più bassi di consapevolezza sino ad arrivare a stati di coscienza più elevati.
Il percorso lungo i chakra riproduce la storia evolutiva dell’uomo a partire dal piano più materiale, sino ad arrivare alla pura coscienza, attraverso un cammino con tappe evolutive ben precise rappresentate da ogni chakra.
L’iconografia dei chakra è estremamente complessa: raffigurazioni geometriche, immagini di dei e animali, lettere dell’alfabeto sanscrito. Tali raffigurazioni rispondono al tentativo di tradurre in immagine quanto altrimenti inesprimibile. Il linguaggio simbolico nasconde un universo di significati non percepibili razionalmente, che aiutano a cogliere l’essenza della Realtà. Non basta guardarlo e non è sufficiente neppure capirlo: il simbolo deve essere compreso, cioè preso dentro di sé attraverso l’esperienza.
Il simbolismo dei chakra rimanda al percorso esperienziale di autorealizzazione dell’individuo, che cessa di indentificarsi in una coscienza individuale e separata, Jivatman, per riconoscersi parte integrante del Paramatman, l’anima Suprema, principio di vita e coscienza universale, ovvero l’Assoluto.
Le descrizioni dei chakra differiscono nei vari testi tantrici e quasi mai sono fornite spiegazioni in merito al significato simbolico delle raffigurazione, che deve essere colto tramite esperienza diretta e non con la mediazione intellettuale.
L’esposizione che segue è in parte frutto di un’interpretazione ed esperienza personale e pertanto non è da intendersi come una verità assoluta e tanto meno esaustiva.
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